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11.05.2012

VALORIZZARSI: La scelta dei pantaloni

Il primo post della mia rubrica VALORIZZARSI era dedicato agli abiti lunghi e, forse, la logica avrebbe imposto di trattare, prima dei pantaloni, gli abiti al ginocchio e quelli mini. Ho scelto invece di interessarmi proprio ai pantaloni in parte per via delle richieste di alcune mie lettrici, in parte perché sono un capo quotidiano, che si indossa molto più spesso di un vestito.

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10.23.2012

VALORIZZARSI: La scelta dell'abito lungo

Elie Saab Spring 2007 Couture

Mode del momento e gusti personali non sempre vanno di pari passo. Anzi, a volte nutrono persino un profondo odio reciproco. E, se a questo incontro/scontro si aggiungono sbalzi d’umore e una fisicità specifica per ogni donna, il disastro è proprio dietro l’angolo.
Tenendo ben presente il fatto che ognuno è libero di vestirsi come meglio preferisce, credo tuttavia che sia di grande importanza scegliere, sempre nella più completa libertà, il capo che valorizzi al massimo il proprio corpo. Purtroppo però riconoscere questi fantomatici capi non è così semplice come sembra e il risultato prodotto da una scelta sbagliata è quello di oscurare pregi e mettere in luce difetti in realtà inesistenti. Ma può anche capitare che i punti che per alcuni forniscano motivo d’orgoglio, per altri lo siano di vergogna e che quindi questi ultimi cerchino di mascherarli con non-chalance.
Scrivendo quello che state per leggere, non ho inteso assolutamente elevarmi ad arbiter elegantiarum. Ho solo cercato di mettere a disposizione di tutte gli anni di esperienza e di “esperimenti” fatti direttamente sulla mia pelle (la pelle di una complessata che lentamente si è scrollata di dosso qualche tabù).
I consigli che sto per fornire, quindi, non sono “legge”, ma tips puramente indicativi, formulati per orientare alcune di voi verso una scelta più consapevole e adeguata al proprio fisico.
Ma, a dispetto di ciò che leggerete, devo fare un’ammissione: secondo me non esiste un capo che stia bene solo ad alcuni tipi di persone. Esistono, invece, modelli sbagliati di quello stesso capo: tutto sta nello scegliere il modello perfetto (in base ad alcune variabili da tenere sempre sotto controllo). Nello scegliere, cioè, il modello che ci valorizzi, che ci dia la silhouette che desideravamo, che ci dia l’impressione ottica che stavamo cercando, che ci faccia sentire e sembrare delle dee.
Cominciamo affrontando l’argomento “abiti”, nello specifico, gli ABITI LUNGHI.


Elie Saab Spring 2007 Couture

Quando penso all’abito lungo per eccellenza (una specie di “Idea platonica” da cui discendono tutte le altre “copie”), immagino sempre un abito con sottili spalline dritte e posizionate molto esterne (così da mettere l’accento sulle spalle), scollo a cuore, taglio impero appena drappeggiato e gonna morbida dall’andamento A-line. Il colore che ho in mente varia in continuazione (un po’ come quello di Rosaspina/Aurora/La bella addormentata nel bosco, conteso tra le due fatine madrine che volevano tingerlo, l’una, di blu e, l’altra, di rosa): dalla tinta unita sui toni dell’azzurro ai colori ombré, dalle macrofantasie astratte a pattern tempestati di fiori esotici. E non è un caso che l’abito appena descritto sia il modello che preferisco e che indosso più spesso.
Ma l’Idea di abito cambia a seconda dei gusti, dell’immaginazione e dell’infanzia (ammettiamolo: i cartoni animati – Disney e non – hanno avuto il loro peso!) di ogni donna: c’è chi lo sogna a sirena, chi in stile meringa ultradecorato e chi invece preferisce quello più semplice in versione “maxi canotta” (magari a righe orizzontali).
Quale che sia questa Idea, però, l’abito lungo rappresenta il sogno e l’incubo di molte donne.
Il sogno per l’eleganza e l’allure che dona, per la comodità (ovviamente fatta eccezione per alcuni modelli, come i sirena “ultraslim”, ovvero quelli strettissimi all’altezza delle ginocchia – splendidi, ma camminarci è un’impresa davvero ardua) e proprio per la lunghezza da fiaba. L’incubo, invece, per via delle proporzioni, degli abbinamenti e delle occasioni in cui indossarlo (tutte abbiamo nell’armadio almeno un abito lungo, comprato magari in vista di una cerimonia, indossato una sola volta e poi dimenticato sul fondo dell’armadio perché “non c’era l’occasione per ri-metterlo”).

Partiamo dalle occasioni: sono poche quelle in cui non si possa sfoggiare un vestito lungo e, se spesso alcune sono percepite come inadatte, questo dipende dai luoghi comuni e da quanto ci si sente a proprio agio indossandone uno.
Il maxi dress è perfetto per una festa a bordo piscina, per un soggiorno in località marine, per una passeggiata in città, per una rilassante giornata di shopping, per un giro in barca, per viaggiare comodamente, per una serata importante o proprio di gala, ecc. E lo è anche quando si deve uscire di casa alla svelta per una commissione e non si ha voglia di perdere tempo a scegliere cosa mettere, quando all’università o al lavoro fa troppo caldo per sopportare i pantaloni, quando nulla ci sta bene e serve un “salva-situazione”, quando si vuole spiccare ad un party senza strafare, ecc.

Poi, le proporzioni: di norma si dice che il lungo sia caldamente sconsigliato a chi sia più basso di un metro e sessanta e, in linea di massima, concordo. Ma non è un assioma, bisogna valutare con attenzione la struttura del proprio fisico e lo stile del portamento: ho visto “nanette” (di nemmeno un metro e cinquanta) indossare maxi abiti e sandali piatti con molta più grazia di “stangone” da uno e ottanta. E non sembravano “accorciate” come si potrebbe pensare.

Gli abbinamenti, infine, sono un altro tasto dolete.
Vediamo le scarpe: con i sandali piatti è chic, etno-chic, very fashion e blablabla. Ma per favore! Non nego che ci siano persone che sanno portare molto bene la combinazione lungo+piatto, ma la maggior parte assolutamente no (e nella locuzione “maggior parte” inserisco persino alcune delle celebrity che spesso compaiono sulle riviste patinate come icone di stile: è vero, si possono permettere il lungo anche senza tacchi, ma la camminata da scaricatore di porto in gonnella non è certo un accessorio da esibire orgogliose)! Meglio un bel sandalo gioiello che si intravede appena (già, perché se si vuole portare un vestito lungo di giorno, l’orlo non deve sfiorare terra) o una comodissima zeppa. Se il clima lo consente, anche dei tronchetti (vanno bene praticamente tutti gli stili, ma ci vuole cautela con uno in particolare: lo stile cowboy) o dei cuissardes (specialmente se la gonna dell’abito ha uno spacco profondo che si muove camminando). Se invece l’occasione per indossare il maxi dress si presenta di sera, allora largo a décolletées, mary jane e (sempre tempo permettendo) sandali in vernice.
E cosa metterci sopra? Di giorno vanno benissimo maxi cardigan leggermente svasati (con o senza bottoni), giacchine di jeans, chiodi in pelle e spencer waterfall in suede, bolerini in tulle o organza di seta, micro-giacche stretch o avvitate in bouclé, maglioncini “cropped” (cioè tagliati poco sotto il seno) e a maniche corte. Di sera invece l’alternativa migliore e che dona immediatamente un’allure misteriosa ed elegante è rappresentata dalle cappe: quelle all’altezza dei fianchi donano più o meno a tutte, ma per chi vuole osare ci sono quelle lunghe fino a terra (magari in velluto nero o comunque di un colore scuro). Altrimenti una (eco)pelliccia, un cappottino dritto e senza chiusure, un blazer maschile, una giacchina peplum o corta in un materiale pregiato, un cardigan in seta (anche stampata) o la sempiterna stola.

Elie Saab Spring 2010 Ready-to-Wear, Spring 2011 RtW, Spring 2011 Couture, Spring 2011 RtW

Ad ognuna il suo abito.

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