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4.11.2014

Tropical is the new camo

Eleonora having a Marilyn Monroe moment. T-shirt: Line || Skirt: Souvenir Clubbing || Brooch: Tatty Devine || Sunglasse: handmade.



Three girls, three styles and one t-shirt. Discover Line with Ogniricciouncapriccio.



IT  Line, un nuovo brand di streetwear. Da chi è nata l'idea?
L'idea nasce da me, Riccardo Q., 26enne perugino con la passione per lo streetwear in tutte le sue sfaccettature. Line però non è solo streetwear, è qualcosa in grado di abbracciare più categorie di stili, le nostre creazioni si abbinano benissimo sia con i tacchi sia sotto un blazer. Un contributo è stato dato anche dalla mia ragazza e dalle nostre discussioni Perugia-Roma su Skype alle 3am su pattern e slogan. L’amicizia di lunga data con i ragazzi di Taboo ci ha dato sia i mezzi materiali che il coraggio necessario ad intraprendere quest’avventura.

ENG  Line, a new streetwear brand. Where does the idea come from?
The idea comes from me, Riccardo Q., a young Perugian in his middle twenties with a huge passion for streetwear in every aspect. Line, though, is not just streetwear, is something that can embrace different style categories; high heels and a blazer both match out creations. A great contribution to Line also came from my girlfriend and from our 3am Skype calls about patterns and slogans. Moreover, our long-time friendship with Taboo gave us the means and the courage necessary to start this adventure.



IT – Cosa significa per voi “Line”?
Il concetto di Line parte da quello di una linea.
Prima di intraprendere questo progetto ho chiesto a diverse persone di disegnare una linea su un foglio, il risultato è stato che solo una minima parte disegna una linea curva mentre gli altri tracciano una linea retta. La scritta Line, se la si scrive senza staccare la penna dal foglio è a sua volta una linea, come tante altre! Quello che vogliamo trasmettere è il pensare fuori dagli schemi, “think outside the box” come dicono gli americani, ovvero reinterpretare concetti semplici in maniera assolutamente personale, magari altrettanto semplice ma comunque nostra.

ENG – What does “Line” mean to you?
Our brand concept got birth from a line, the geometric figure.
Before starting this project, we asked various people to draw a line on a piece of paper. Many of them drew a straight line, only few people a curved one. “Line” sign is written without detaching the pen from the paper, so this means that “Line” is a line itself, a line just like many others. Our message is “think outside the box” and our aim is to reinterpret simple ideas in a very personal way, even a simple one but always our own way.


1.07.2014

Exclusive preview: Alice's Pig Spring/Summer 2014 collection

ENG  In my last post (you can read it HERE) I had an interview with Amanda, Alice's Pig designer. In addition to her answers, I also made and posted three illustrations, which portrayed many garments from Alice's Pig Fall 2013 collection. This time I'm sharing the caricature version of those three illustrations to show you an exclusive preview from Alice's Pig Spring/Summer 2014 new collection. No need to say all six garments are already in my wishlist! ;-)

IT  Nel mio ultimo post (che potete leggere QUI) ho intervistato Amanda, la designer di Alice's Pig. Alle risposte, avevo affiancato tre illustrazioni "serie" che ritraevano altrettanti modelli della collezione A/I 2013 del brand. Stavolta, invece, ho deciso di ricorrere alla versione caricaturale di quelle stesse immagini per presentarvi in anteprima sei modelli della nuova collezione Primavera/Estate 2014 di Alice's Pig. Neanche a dirlo, tutti e sei sono già nella mia wishlist! ;-)


On the left, the Coco Parker knotted shirt. On the right, the Mia's Cherry pinafore dress.




The Reality Trip suit: crop top and knee-lenght skirt.




The “Kim Wilderness” blazer and the “Red India” dress.



ENG – Soon the whole collection will be disclosed, in the meantime you check out Alice's Pig sales on their website or you can open the picture below in an other window to enlarge it and discover all the details!

IT – Presto verrà mostrata l'intera collezione, nel frattempo comunque potete dare un'occhiata ai saldi sul sito di Alice's Pig oppure potete aprire l'immagine sottostante in un'altra finestra per ingrandirla e vedere tutti i dettagli dei capi!


1.06.2014

Alice's Pig

ENG  It's no longer a secret how much I love the brand called Alice's Pig, that's why I thought interviewing Amanda – Alice's Pig designer – was a good idea. So, here's the result... Hope you enjoy it! || IT  Ormai non è certo un segreto quanto mi piaccia Alice's Pig, perciò ho pensato che intervistare sul blog Amanda – la mente creativa del brand – fosse una buona idea. Quindi, ecco qua il risultato... Spero vi piaccia!


ENG – Why the name Alice's Pig?
Basically it's an extract from the original “Alice’s Adventures in Wonderland” novel, where Alice is welcomed to the Duchess’ house. Inside her kitchen, the Duchess's Cook is throwing dishes and making a soup that has too much pepper, which causes Alice, the Duchess, and her very ugly baby to sneeze violently. Then Alice is given the baby which is crying constantly by the Duchess and to her surprise, the baby turns into a very beautiful pig. So that's the conclusion, that there is beauty everywhere even if you don't look like a supermodel.
IT – Come mai il nome “Alice’s Pig”?
In sostanza, è un estratto dalla versione originale di “Le Avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie”, quando Alice viene accolta nella casa della Duchessa. Nella cucina, la Cuoca della Duchessa sta servendo piatti e preparando una zuppa che satura l’aria di pepe, costringendo Alice, la Duchessa e il suo bambino davvero brutto a starnutire violentemente. Successivamente la Duchessa affida ad Alice il piccolo che piange costantemente e, con grande sorpresa della ragazzina, il bambino si trasforma in un maialino davvero bello. Insomma, la conclusione è che la bellezza è dovunque, anche se l’aspetto esteriore non è quello di una top model.


ENG – Who's behind this name?
That's me (Amanda) and my brother Nicolai: as I'm responsible for design, development and production, Nico is the head behind sales marketing and e-commerce. 
IT – Chi si cela dietro questo nome?
Ci siamo io (Amanda) e mio fratello Nicolai. Io sono l’addetta al design, allo sviluppo e alla produzione, Nico invece è la mente celata dietro l’e-commerce e il piano di marketing.


ENG  When did you first start designing?
This is years ago... I kinda always designed stuff even if it used to be only very little amendments  on clothing or only dying stuff in different colors. When I still was in high school I was convinced at a very early stage that my career will lay in fashion.
IT – Quando hai iniziato a lavorare come designer?
Beh, anni fa… Diciamo che ho sempre fatto del design, anche se a volte si trattava solo di tingere in diversi colori o apportare qualche piccola modifica ai miei vestiti. Quando ancora ero al liceo ero sicura che ben presto la mia carriera sarebbe stata nella moda.


ENG – Who are your favourite designer? Did they inspire you and your clothing line?
Well I'm definitely a huge fan of Vivienne Westwood and her punk and pirates stuff... I find a lot of inspiration there, elegant punk clothing – how awesome is that?
IT – Chi sono I tuoi designer preferiti? Hanno ispirato te o la tua linea di abbigliamento?
Beh, di sicuro sono una grande fan di Vivienne Westwood e delle sue creazioni ispirate al punk e al mondo dei pirati… Trovo molta ispirazione nelle sue collezioni, eleganti abiti punk – quanto può essere stupendo?


ENG – What influences you during the creative process?
I'm watching a lot of movies and tv shows (recommended by Nico) from the past – It's just awesome when you see a dress you desperately want to have in your clothing line – so I'm always having a notebook ready. Sure afterwards I'm adding my own amendments to make sure that's wearable for today's time.
IT – Da cosa ti lasci influenzare durante il processo creativo?
Guardo moltissimi film e telefilm (consigliati da Nico) dei decenni passati – è semplicemente fantastico quando vedi un abito e capisci che vuoi disperatamente aggiungerlo alla tua linea di abbigliamento – quindi tengo sempre a portata di mano un quaderno. Ovviamente dopo aggiungo il mio tocco personale per essere sicura che quel capo sia indossabile anche ai giorni nostri.


ENG – Which is your Alice's Pig Fall 2013 favourite garment and why?
I love so many pieces of my first collection and I'm proud of all – I love to wear the “Black Pearl” dress to elegant occasions but I also like to dress that one with heavy boots on a dancing night out – It's sooo grungy, just awesome!
IT – Qual è l’abito che preferisci della collezione Autunno/Inverno 2013 di Alice’s Pig e perché?
Amo veramente tanti capi della mia prima collezione e sono orgogliosa di tutti quanti – adoro in particolar modo indossare l’abito “Black Pearl” per le occasioni eleganti, ma mi piace anche abbinare quello stesso vestito con gli anfibi per andare a ballare la sera – è così grunge, è meraviglioso!


 ENG – Can you disclose us something about your Spring/Summer 2014 new collection?
We were inspired by the grunge era for spring (think “Reality bites” and “Empire records”) and the mod era for summer (Edie Sedgwick and summer in France in the 60s).
IT – Puoi anticiparci qualcosa riguardo la vostra nuova collezione Primavera/Estate 2014?
Ci siamo lasciati ispirare dal grunge per la primavera (abbiamo pensato ai film “Giovani, carini e disoccupati” e “Empire records”) e dalla subcultura mod per l’estate (e quindi abbiamo immaginato Edie Sedgwick in Francia nell’estate degli anni ’60).

ENG - What are your plans for the future?
We have soooo many plans but we will definitely add more categories in terms of accessories. In spring we will introduce our fans with a brand new jewelry collection and hopefully we can add handbags soon.
IT – Quali sono i vostri piani per il futuro?
Abbiamo davvero tantissimi progetti ma di sicuro aggiungeremo una scelta più ampia in fatto di accessori. In primavera infatti proporremo ai nostri fan una collezione di gioielli nuova fiammante e molto presto, speriamo, potremo avere anche una nostra linea di borse.

ENG – Would you like to give an advice to aspiring designers?
Sure. Make something wearable out of your talent  and please be brave and proud enough to wear your creations... I met so many designers who refuse to wear their own clothing  I'll never understand that! ;-)
IT – Vorresti dare un consiglio agli aspiranti designer?
Certamente. Prendete il vostro talento e trasformatelo in qualcosa che sia realmente indossabile – e, per favore, abbiate abbastanza coraggio da indossare voi stessi le vostre creazioni... Ho conosciuto così tanti designer che si rifiutano di vestire coi capi della propria linea e non la capirò mai, questa cosa! ;-)

Autumn/Winter 2013 collection.
From left to right: the "Granny" blouse and the "Django" skirt, the "Urban Nightmare" dress, the "Harlequin" dress.

The "Urban Nightmare" dress is also featured HERE and HERE.

4.12.2013

INTERVISTA ALL'AUTORE #2: KillerQueen


Dopo la prima “puntata” di questa rubrica, è arrivato il momento di presentarvi KillerQueen, il romanzo d’esordio di Viola Lodato, un’autrice che racchiude in sé tre facce di una stessa medaglia:  è una promettente scrittrice, un’ottima amica e una collega.
Ok, forse collega non è la parola più adatta in questo caso: Viola ed io, in effetti, abbiamo scritto qualcosa insieme, ma per quanto riguarda KillerQueen io sono stata semplicemente la mano che ha realizzato il disegno che lei aveva immaginato come copertina del libro!
Per il retro invece ho avuto carta bianca e, vista la natura umoristica del romanzo, ho deciso di puntare su una scenetta comica che mettesse in risalto gli aspetti caratteriali più evidenti dei tre co-protagonisti: Edmund, Alexander e Desmond.

Titolo: KillerQueenAutore: Viola Lodato.
Disegni di copertina: Virna Gambini.
CIESSE Edizioni, collana "Smile". Genere umoristico, 128 pagine.
ISBN Libro: 978-88-6660-082-4 || ISBN eBook: 978-88-6660-083-1
Disponibile qui: 
http://www.ciessedizioni.it/killerqueen/

Ma veniamo ora alla (brevissima) biografia dell'autrice, Viola Lodato:

12.03.2012

INTERVISTA ALL'AUTORE #1: Dante era uno scrittore Fantasy

Padre della lingua, “primo” grande autore della letteratura italiana, protagonista di pieces teatrali e musical, mezzo di diffusione della cultura e banco di prova nelle scuole di tutta Italia.
Dante, oggi, detiene il primato assoluto della cultura, lo si osanna come fosse il preziosissimo diamante da venti carati che campeggia al centro di una corona in oro massiccio (la produzione letteraria nazionale) e tempestata di gemme d’ogni forma e colore (gli autori, del passato e recenti): non si è uomini di cultura se non si conoscono almeno una decina di canti dell’Inferno, 5-6 brani estratti dal Purgatorio e un paio dal Paradiso. Non si può non far sfoggio della propria cultura se non correggendo in “non ragioniam di loro” la frase (ormai abusata) che recita: “non ti curar di loro, ma guarda e passa”. Non può la cultura dello studente medio non comprendere alcuni dei canti più celebri, quelli che narrano di grandi personaggi (da Virgilio a Farinata, da Lucifero a San Francesco e così via). Non si dimostra interesse per la cultura se non commuovendosi nell’ascoltare la lettura che Benigni dà della Commedia, nonché chiamandola Commedia (senza il Divina all’inizio). Non si può non riconoscere che Dante equivalga in tutto e per tutto cultura.
Dante è cultura. Ma quale cultura?
Quella ufficiale. Forse anche troppo ufficiale, perché lo studio “ufficiale” che se ne fa è ormai davvero ristretto e standardizzato. Dubito infatti che il commento a piè di pagina redatto da critici più o meno influenti possa essere sufficiente a spiegare un’opera tanto complessa e immaginifica.
A questo proposito... Leggendo il testo di Dante, vi è mai capitato di porvi una domanda a cui il suddetto commento abbia dato una soluzione solo superficiale o a cui non abbia proprio risposto? A me sì.
Sono dunque andata spesso alla ricerca di testi esterni alla Commedia, che si ponessero i miei stessi interrogativi e che tentassero di scioglierli anche quando i canali principali avevano passato il problema (grande – più raramente – o infinitamente microscopico) sotto silenzio.
Purtroppo, però, anche questo genere di testi ha una pecca, dato che gli autori si dividono in due categorie tra le quali intercorre una sottilissima (e non sempre facile da riconoscere) differenza: gli uni sono appassionati competenti, gli altri intenditori improvvisati o, in parole povere, ciarlatani.
I ciarlatani, a loro volta, si dividono in due gruppi: quelli che non hanno la minima idea di cosa voglia dire scrivere per un pubblico e quelli che invece lo sanno fin troppo bene, tanto da sfruttare le loro capacità meramente espressive per mascherare la totale assenza di contenuti. E mentre i primi sono facili da riconoscere ed evitare, i secondi sono più insidiosi e infidi.
Ebbene, quando ho notato in copertina il profilo dell’uomo dotato di lunghi canini acuminati e l’associazione tra il nome di Dante e il genere Fantasy, la mia attenzione è stata subito catturata ma i miei “sensi di ragno” era ben attivi (non è passato tanto tempo dall’ultima volta che un ciarlatano dei commenti mi aveva fregato inducendomi a comprare un volumetto sulla Maga Circe che si è poi rivelato un semplice spreco di soldi e carta per stampare).
Dario DHR Rivarossa. GuardaStelle Edizioni 2012 (guardastelled@libero.it).
Impaginazione e grafica di Leonardo Zaffera. Editing a cura di Elisa Papi.




4.17.2012

Il "Pizzo Cotto"


Benché avessi fin da subito individuato nel riscoprire e nel dare risalto alla dimensione artigianale della moda parte degli obiettivi di questo blog, l’incontro con il “Pizzo Cotto è stato del tutto casuale.
Qualche click qua e là, un “like” ad un gruppo facebook e la foto di un paio di orecchini splendidi si è palesata sul mio schermo: realizzati in antico pizzo di seta proveniente dal colletto di un abito nuziale, decorazioni di perle di plexiglass, al centro, e cristalli verdi purissimi a goccia, in basso. La superficie del pizzo, dopo essere stata trattata con materiali organici e cotta, era stata dipinta e poi arricchita con foglia d’oro stesa a secco. Davvero meravigliosi (e soprattutto unici).
Li ho ordinati senza pensarci due volte.
La ragazza che li aveva creati, Serena Bifolchi, è stata davvero gentile nel fornirmi ogni tipo d’informazione riguardo i suoi prodotti e nel coccolarmi durante tutto il processo d’acquisto (eh sì, anche questo aiuta a fare di una nuova cliente, una cliente davvero soddisfatta e fedele).
È stato allora che ho avuto l’idea di dedicare un post alla sua attività artigianale (idea che ha trovato conferma anche nella rapidità di spedizione degli orecchini e nella pregevole fattura degli stessi).
Serena è la prima di cinque figli in una famiglia che ha da sempre coltivato l'amore per l'arte e l'antiquariato, un’appassionata di canto lirico e laureata in Scienze dei beni storico-artistici presso l’Università di Siena. Ma lascerò che sia lei stessa a parlare del suo lavoro attraverso le risposte a quattro brevi domande.


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