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11.23.2014

Art through Fashion: Frida / L'Arte attraverso la Moda: Frida


Che aspetto avrebbe avuto Frida Kahlo, l'artista messicana vissuta nella prima metà del Novecento, oggi? Come si sarebbe evoluto il suo stile iconico? Quali accessori avrebbe scelto di indossare? Grazie a Diletta (e a Rossano, che ci ha concesso di utilizzare questa fantastica location umbra), ho provato a immaginare una risposta alle domande di cui sopra attraverso quattro diversi outfit liberamente ispirati alla figura e alle opere di Frida Kahlo.



Model: Diletta Vedovelli (http://www.dilettavedovelli.actor/)

Location: Villa Volumnia (http://www.domusvolumnia.it/)



outfit #1 – Lace top: H&M  ||  Skirt: Dolce&Gabbana  ||  Butterfly hair clips: Asos  ||  Shoes: Liu Jo.
outfit #2 – Dress: Lunatic  ||  Trousers: Aqua by Aqua  ||  Earrings: Il Pizzo Cotto.
outfit #3 – Butterfly hair clips: Asos  ||  Earrings: "Frida Kahlo" limited edition (via Scuderie del Quirinale)  ||  Necklace: Libreria Grande  ||  Scarf: handmade  ||  Bustier: Asos.
outfit #4 – Earrings: "Frida Kahlo" limited edition (via Scuderie del Quirinale)  ||  Blouse: Germano Zama.

4.29.2014

The mid-season outfit


Spring has sprung, but the weather is likely to remain unseasonably cold, so this is my idea of the perfect mid-season outfit: a long sleeved dress with leather-look full skirt (Zara TRF), shoe booties in a bright spring colour (from Asos; you can read more about them HERE) and a light moto jacket in cotton (from Alice's Pig). Few details to complete the look: floral necklace (Zara) matching to the jacket, Prada 'Baroque' sunglasses, square bag (Fornarina) and nude nail polish.


Thanks to Francesca, my lovely model ♥


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Photos taken in Corso Vannucci, Perugia.

4.16.2014

Strolling



ENG – I always liked Baker Boy hats and just few months ago I found the perfect one at the annual fair called “la Fiera dei Morti” (which literally means “the Deads’ Fair”). The Baker Boy hat was brought to susses by Marlon Brando (who wore it in “The Wild One”) and, nowadays, it became one of the most popular hats. Many celebrities and fashion icons wore it: Blake Lively, Kate Moss, Kylie Minogue and Emma Watson, among the others. In these photos I wanted to interpret the Baker Boy in my own way: a strong look but yet very feminine. I asked Francesca, a lovely friend of mine, to be my model and she agreed, posing in front of my lens in the city centre of Perugia.

IT – Ho sempre amato i cappelli da garzone o stile ferroviere (in inglese sono i cosiddetti cappelli “Baker Boy”) e, pochi mesi fa, alla Fiera dei Morti (potete leggere la storia di questa manifestazione QUI e guardare foto dell'edizione 2013 QUI) ho finalmente trovato quello perfetto! Questo tipo di cappello fu portato al successo da Marlon Brando, che lo indossava nel film “Il Selvaggio”; oggi il “Baker Boy” si è diffuso a macchia d'olio, divenendo un must have sfoggiato da molte celebrity e fashion icon, tra le quali Blake Lively, Kate Moss, Kylie Minogue ed Emma Watson. In queste foto volevo proporre la mia interpretazione, con un look strong e al tempo stesso femminile, del cappello da ferroviere. Ho chiesto a Francesca, un'amica di vecchia data davvero carina, di farmi da modella e lei ha accettato, posando con grande naturalezza in pieno centro di Perugia.


Francesca was wearing:

Baker boy hat: Stetson || Sunglasses: Asos || Jacket: Alice's Pig || Shirt: NaraCamicie || Skirt: Zara || Shoes: Asos || Bag: Love Moschino.


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10.18.2013

Virginia Woolf a fumetti


Lo ammetto: lo scopo primario della mia visita a Città di Castello era vedere la mostra dedicata ad Andy Warhol, ma anche trovarsi davanti a spazi espositivi più contenuti e riservati a talenti emergenti fa sempre piacere. Quindi, una volta arrivata davanti al Centro Esposito del negozio Grifani Donati (accanto al Palazzo del Podestà), non fermarsi era impossibile dato che la mia attenzione era stata catturata dalla dicitura “Virginia Woolf a fumetti”.

L’autore dell’opera, originario proprio di Città di Castello, è Alessandro Bacchetta, che in passato ha pubblicato altri racconti con Bookmaker Comics (2009-2011) e un libro di illustrazioni su Pinocchio con Aaren Editorial (2010). In attesa di completare la sua prossima fatica a fumetti, una graphic novel dedicata a Raffaello per Kleiner Flug, ha appunto preso parte all’edizione 2013 del Tiferno Comics con questa mostra a tema (aperta dal 3 al 20 Ottobre) per presentare il suo lavoro e, in un certo senso, anche per celebrarne l’uscita sui principali rivenditori di libri online (tra i quali Ibs e Amazon). Il titolo del volume, Una stanza tutta per tre, è un calco quasi perfetto di quello che la Woolf diede al suo saggio del 1929, scritto a seguito di alcune conferenze sul tema “Le donne e il romanzo”. Proprio da Un stanza tutta per sé, incentrato su temi come il talento femminile e il rapporto di (dis)parità tra i sessi in ambito letterario e culturale, muove i primi passi il fumetto di Alessandro per poi svilupparsi in un affastellarsi di pensieri cupi. Gli stessi pensieri che, probabilmente, spinsero Virginia Woolf a scrivere un ultimo biglietto a suo marito e a porre fine alla sua vita lasciandosi annegare nel fiume Ouse, poco distante da casa sua.



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10.17.2013

I never read, I just look at pictures — Andy Warhol


Non leggo mai, guardo solo le figure — Andy Warhol

Aforisma d'effetto, specchio di una società fortemente consumistica e non solo: questa citazione è infatti anche il titolo scelto per la straordinaria mostra dedicata ad Andy Warhol. Le opere, appartenenti alla collezione privata Rosini Gutman e prevalentemente datate agli anni '70 e '80 del Novecento, sono esposte alla Pinacoteca Comunale di Città di Castello dal 30 Agosto. Le sale adibite sono solo cinque, ma la densità di opere presenti è molto elevata: sono affiancate, sovrapposte, o persino incatenate le une alle altre (come nella dark room, allestita in modo da richiamare la formazione e la produzione musicale di Warhol). Nulla è lasciato al caso e i curatori della mostra sono pronti in qualsiasi momento a fornire spiegazioni o chiarimenti.

Nel pieno rispetto della massima da me poco fa citata, lascerò che siano le foto a parlare e ad attrarre l'attenzione. Mi dispiace solo non poter aggiungere anche immagini delle opere esposte nella Pinacoteca, all'interno della quale non era consentito scattare foto. Se voleste comunque saperne di più, QUESTO è il link al sito ufficiale del Comune di Città di Castello.


La chiusura della mostra è stata posticipata dal 27 Ottobre al 6 Novembre grazie a un notevole riscontro positivo.



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6.13.2012

Francesco in levitazione: tra Sciamanesimo e Cristianesimo

Una veduta della Scarzuola. Foto di Virna Gambini

Appena sotto Montegiove (Montegabbione, TR, in Umbria), seguendo l’indicazione di un cartello stradale non troppo in vista, si lascia la strada statale per proseguire su uno stretto sterrato, lungo il quale si incontrano gli esempi più tipici (ma pur sempre dotati di una bellezza mai banale) del paesaggio italiano: cipressi svettanti e alberi le cui chiome si intrecciano a creare una fresca e piacevole arcata verde, muri di cinta abbandonati e ormai diroccati, piccoli infossamenti del terreno ai lati della strada dovuti all’azione degli agenti atmosferici e leggeri vortici di quella polvere bianca immancabile nelle vie di campagna.
Durante il viaggio si intravede in lontananza la Scarzuola, una screziatura rossastra tra le diverse tonalità di verde. Ma la visione dura solo un brevissimo istante, poiché essa subito viene riassorbita dalle custodi arboree che la schermano.
Al culmine di una breve salita leggermente più ripida dei tratti precedenti, un ampio prato, lasciato crescere selvaggiamente ma addolcito da un tappeto di tenere margherite, si apre poi alla vista, segnalando il raggiungimento della destinazione.
L’antico convento è nascosto da un’austera parete muraria,  ma appena si valica la soglia della grande porta lignea, si avverte immediatamente una forte aura mistica (forse perché il primo elemento a fare la sua trionfale comparsa è proprio la chiesa) e la naturale consapevolezza di far parte di un paesaggio totalmente differente da quelli fino ad ora incontrati.

L'entrata della Scarzuola. Foto di Virna Gambini

All’interno della chiesa, si snodano quattro cappelle affrescate (dedicate a San Francesco Stimmatizzato, a San Carlo Borromeo, all’Immacolata e a San Pasquale Baylon) da cui si accede all’antico Oratorio del Nostro Serafico Padre. Infine vi si trova la Cappella dell’Altar Maggiore, in cui è contenuto uno splendido Coro cinquecentesco, dietro il quale è stato rinvenuto uno dei più antichi affreschi su San Francesco in estasi, datato attorno alla metà del XIII sec.
Superati gli edifici principali e quelli minori del convento, i giardini segreti, i sentieri ombrosi e le volte di rampicanti, si apre inaspettato uno spettacolo inedito e mozzafiato: edifici di epoche diverse fusi insieme in un’eleganza atemporale, disegni dorati e scintillanti, un verde diffuso e un grande occhio scrutatore che compongono una città magica.
La città ideale di Tomaso Buzzi, la Scarzuola: troppo piccola per essere reale, troppo grande per essere una riproduzione in miniatura. Ma di lei parlerò solo prossimamente. Chi ci interessa è ora San Francesco d'Assisi.


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