Visualizzazione post con etichetta Editorial. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Editorial. Mostra tutti i post
10.20.2015
Transition
6.04.2015
The Goddess of Lust
1.05.2015
Fashion Dolls
It's been a while since this editorial was first published on Vogue Paris and, according to the blogsphere rules, I'm totally late in publishing it. By the wat, I think these photos are great and they are totally going to be part of future Fashion history books, so I'm sharing them with my readers,
Giampaolo Sgura photographed Magdalena Frackkkowiak and Elisabet Erm in the manner of fake Barbies, clearly taking inspiration from the controversial Moschino SS15 runway show. And, as I said, I think this is brilliant! I can only say "bravo" to the whole creative team who made this happen. But there is actually one thing I'd like to point out as a Barbie-lover and former collector: I rember how amazing Barbie's tiny packages looked like and the joy I felt while opening them, but I also remember my disappointement when I realized that inside those lovely pink boxes there were just few accessories: a tiny hairbrush and a pair of shoes for my doll, a bracelet or an hairclip for me. These human-size packages instead are completely fulled with bags, jewels, sunglasses, pets and props. So now my question is what should a girl choose between having more Barbie accessories when she was a kid, or owning the human-size designer contents from one of these Vogue boxes?
11.23.2014
Art through Fashion: Frida / L'Arte attraverso la Moda: Frida
Che aspetto avrebbe avuto Frida Kahlo, l'artista messicana vissuta nella prima metà del Novecento, oggi? Come si sarebbe evoluto il suo stile iconico? Quali accessori avrebbe scelto di indossare? Grazie a Diletta (e a Rossano, che ci ha concesso di utilizzare questa fantastica location umbra), ho provato a immaginare una risposta alle domande di cui sopra attraverso quattro diversi outfit liberamente ispirati alla figura e alle opere di Frida Kahlo.
Model: Diletta Vedovelli (http://www.dilettavedovelli.actor/)
Location: Villa Volumnia (http://www.domusvolumnia.it/)
outfit #1 – Lace top: H&M || Skirt: Dolce&Gabbana || Butterfly hair clips: Asos || Shoes: Liu Jo.
outfit #2 – Dress: Lunatic || Trousers: Aqua by Aqua || Earrings: Il Pizzo Cotto.
outfit #3 – Butterfly hair clips: Asos || Earrings: "Frida Kahlo" limited edition (via Scuderie del Quirinale) || Necklace: Libreria Grande || Scarf: handmade || Bustier: Asos.
outfit #4 – Earrings: "Frida Kahlo" limited edition (via Scuderie del Quirinale) || Blouse: Germano Zama.
1.27.2014
11.04.2013
The dark side of the moon
Same dress, different look. For this outfit I used the “Urban Nightmare” dress featured in my last post (HERE) but I completely changed the styling and the make-up. This time I wanted it to be less cute and something more like a dark version of the 70s. Which one do you like the most?
Faux fur gilet: SusyMix || "Urban Nightmare" dress: thanks to Alice's Pig || Socks: H&M || Ankle boots: Elena Iachi || Hat: Souvenir Clubbing.
Follow me on FACEBOOK / INSTAGRAM / BLOGLOVIN' / TWITTER
Follow me on FACEBOOK / INSTAGRAM / BLOGLOVIN' / TWITTER
Etichette:
Designer,
Editorial,
Fashion,
Italy,
Make-up,
Perugia,
Photography,
Pigalle,
Shopping online
10.24.2013
Il Pizzo Cotto Fall 2013 New Collection
Barocco e gotico, oro e nero si fondono nella nuova collezione di orecchini in "pizzo cotto" realizzata da Serena (leggete QUI per saperne di più su di lei e sul suo straordinario lavoro di artigianato). Ecco perché stavolta la presentazione dei suoi ultimi, meravigliosi modelli (che potete vedere su questo blog in anteprima assoluta) passa attraverso collage opulenti, teatrali e dal sapore vittoriano, a tratti persino macabri, in perfetto tema Halloweenesco.
Le foto utilizzate provengono per la maggior parte da servizi fotografici di Tim Walker o da storici editoriali pubblicati sui Vogue di tutto il mondo.
Per vedere altre fantastiche creazioni di Serena, per scoprire le novità de "Il Pizzo Cotto" o per acquistare gioielli e altri accessori creati da lei, ricordatevi di seguirla su Facebook (QUI) o di iscrivervi al suo gruppo (QUI).
Etichette:
Art,
Artwork,
Craftsmanship,
Editorial,
Fashion,
Idee Regalo,
Limited Edition,
Lookbook,
Pizzo Cotto,
Serena Bifolchi,
Vogue
8.18.2013
Punk Queen on Vogue Paris
Punk, grunge, tartan and check prints, capes, ladylike suits, leather jackets, denim, (faux) furs, over-decorated boots and high heels. Black, grey, red, gold, yellow, white, hot pink.
In the August issue of Vogue Paris, model Anja Rubik poses in front of Inez and Vinoodh's lenses. Her layered outfits, styled by Emmanuelle Alt, show part of the Fall 2013-2014 trends and trending colours. The idea behind this editorial is not entirely original, 'cause the male/female opposition in only one look or the half and half dresses are not unheard-of for the Fashion industry.
[For instance, you can check many of the Jean Paul Gaultier looks through the decades, such as here and here, MMM for H&M dress, here, Margiela archive, here, or Anthony Vaccarello, here]
But, still, there's a thing that's completely new, the will to channel together two British style icons: the Queen of England and the Punk movement. In my very own opinion, I believe that sometimes Anja Rubik just overdoes her poses and faces being repetitive, but she's actually a very good model and probably this time she was forced to strike such similar poses by the different heights of her shoes. BTW I'm in love with this editorial, especially with the first picture, the fourth one, in which she's wearing the hot pink Lanvin dress, and the sixth one, where she's donning the grey Céline cape. Which one is your favourite?
5.15.2013
Fashion Quotes #2: Stranger than Paradise by Tim Walker
Giorgio Armani blouse, skirt, and pants; Haider Ackermann dress; Ann Demeulemeester top; Cornelia James gloves; Prada gaiters and socks.
“I don't believe in originality. You take inspiration from whatever moves you and you find your voice in those things.”
“I don’t want to sound mystical but sometimes when you take a picture – when the sets are in place – then something takes over and leads you. It’s this sense of extraordinary luck and chance. The shoot is blessed and charmed, and you make pictures that you couldn’t in your wildest dreams have imagined. That is the magic of photography.”
“The point of fashion is that you take the picture you want. And fashion is the only photography that allows fantasy, and I’m a fantasist.”
— Tim Walker
Rick Owens jacket and dress.
Francesco Scognamiglio dress.
Etichette:
Editorial,
Fashion,
Photography,
Quotes
5.02.2013
Art meets Fashion (on Tumblr)
Già in uno dei miei scorsi post avevo avuto modo di
osannare le meraviglie che Tumblr racchiude. Ma, col senno di poi, devo
ammettere che forse nemmeno io ne ero pienamente cosciente. Per puro caso infatti,
scorrendo il flusso di risultati ottenuti ricercando il tag #Prada, mi sono
imbattuta in un’immagine davvero evocativa: sullo sfondo gli orologi molli di
Salvador Dalì e gradinate di mattoni sospesi in aria, in primo piano una
modella che sfila nel suo total look Prada.
PRADA X SALVADOR DALI
La curiosità ha avuto allora la meglio: ho aperto il blog Tumblr da cui proveniva quell’immagine e non me ne sono minimamente pentita! Davanti ai miei occhi si è spalancata una fonte di idee originali, spunti interessantissimi e
associazioni artistiche di grande gusto e acutezza.
Molto più che semplici collage professionali!
Molto più che semplici collage professionali!
3.07.2013
I mille volti di Natalia Vodianova (by Steven Meisel)
![]() |
| Natalia Vodianova interpreta Dovima sulle pagine di Vogue US (May 2009). |
Natalia Vodianova, classe ‘82,
è una delle modelle più richieste e pagate degli ultimi 15 anni, forse
addirittura la migliore, musa e testimonial di molti dei più celebri designer
al mondo – tra cui Valentino Garavani, Stella McCartney, Marc Jacobs, Frida
Giannini e Francisco Costa. Il suo viso ha lineamenti decisi e dolci al tempo
stesso, inconfondibili ma versatili e camaleontici – come dimostrano
perfettamente queste foto, scattate dal genio dell’obiettivo Steven Meisel.
Su sfondi quasi del tutto
neutri si stagliano la capacità di interpretare e reinterpretare di Natalia, il
suo talento nell’assumere pose canoniche e quello di inventarne di nuove,
ancora più dinamiche e artistiche delle precedenti, la giocosità e la freddezza
di un volto che potrebbe regalarle qualunque identità lei voglia, la sua
bellezza innegabile, discreta ed elegante.
Gli abiti dal sapore
vintage eppure assolutamente attuali, i vari make-up più o meno marcati, le
acconciature che sembrano quasi causali e l’atteggiamento sempre diverso per
ciascuna foto racchiudono, invece, una profonda conoscenza delle figure che
hanno contribuito a scrivere la storia della Moda e del Costume guardando negli
“occhi” la fotocamera, stimolando la creatività di designer talentuosi e
fotografi all’avanguardia tra gli anni ’50 e i ’70.
![]() |
| Natalia Vodianova nei panni di Jean Patchett. |
![]() |
| Natalia Vodianova nel ruolo di Jean Shrimpton. |
![]() |
| Natalia Vodianova posa come Lauren Hutton. |
![]() |
| Marisa Berenson. |
![]() |
| Suzy Parker. |
![]() |
| Twiggy Lawson. |
![]() |
| Penelope Tree. |
![]() |
| Un'interpretazione magistrale di Veruschka. |
Un tributo sentito, appassionato e doveroso alle donne che hanno regalato alcuni degli scatti più memorabili nella storia della fotografia.
DOVIMA THE GREAT
![]() |
| Foto di Richard Avedon, 1955. |
Dorothy Virginia Margaret
Juba (New York, 11 Dicembre 1927 – Falls Church, 3
Maggio 1990), in seguito diventata famosa con lo pseudonimo di Dovima ,
è stata una modella statunitense. Ebbe modo di lavorare con i più celebri
fotografi della sua epoca (Richard Rutledge, Irving Penn, Henry Clarke e molti
altri) dopo essere stata notata da un editore di Vogue. Successivamente, le
fotografie che Richard Avedon le scattò in abito da sera davanti ad alcuni
elefanti al Cirque d’Hiver di Parigi fecero il giro del mondo, consacrandola ad
un enorme successo. Precorse i tempi e venne considerata non solo la modella
più pagata dell’epoca, ma anche la prima “supermodella”. Morì per
un epatocarcinoma il 3 maggio 1990. Dopo la sua morte,
Richard Avedon disse: “She was the last of the great elegant, aristicratic
beauties. The most remarkable and unconventional beauty of her time”.
JEAN PATCHETT
![]() |
| Foto di Erwin Blumenfeld, 1950. |
Jean
Patchett (Preston, 16 Febbraio 1926 – La Quinta, 22 Gennaio 2002) fu una nota
modella americana che, negli anni ’50, apparve sulle copertine di oltre 40
riviste. Le immagini che la resero una vera e propria dea della fotografia
furono scattate da Irving Penn e da Erwin Blumenfeld. Quest’ultimo immortalò
solo alcuni dettagli del suo viso (l’occhio sinistro, esaltato da una sottile
linea di matita nera, le labbra, perfettamente tinte di un rosso corposo, e il
neo). La sua carriera si concluse nel 1963.
![]() |
| Jean Patchett (a sinistra) e Dovima (a destra), 1953. |
JEAN SHRIMPTON
![]() |
| Foto di David Bailey, 1961. |
Jean
Rosemary Shrimpton (nata il 7 Novembre 1942) è una modella e attrice inglese.
Iniziò la sua carriera a 17 anni, conquistandosi da subito importanti copertine
come quelle di Vogue, Harper’s Bazaar e Vanity Fair. Fin da subito venne
identificata come modello degli anni ’60 (“the Face of the Sixties”), divenne
estremamente popolare, tanto da essere considerata una delle prima supermodelle
di quegli anni (“the It Girl”) e contribuì a diffondere la rivoluzione
rappresentata dalla minigonna (1965), causando non poco scalpore al Victoria
Derby di Melbourne. Grande importanza per la sua carriera la ebbe David Bailey,
che per lei non fu soltanto fotografo, ma anche scopritore e amante. La
Shrimpton sposò poi nel 1979 il fotografo Michael Cox, dal quale ebbe un
figlio.
LAUREN HUTTON
![]() |
| Foto di Richard Avedon. |
Lauren Hutton è nata il 17 Novembre 1943. Nel 1960 –
quando il suo cognome era ancora Hall – Lauren si trasferì a New York, dove
lavorò per il Playboy Club. Successivamente frequentò la Tulane University di
New Orleans, laureandosi nel 1964. Quando poi tornò a New York cambiò il suo
cognome in Hutton (riprendendo quello del primo marito della madre), divenne
una fashion model e ragazza copertina per molte delle più importanti riviste del
settore. Nel corso della sua carriera di modella, le fu chiesto di correggere
il piccolo difetto del suo sorriso (ovvero un leggero diastema tra gli
incisivi) ma Lauren Hutton, convinta che quel dettaglio le desse carattere e
unicità, decise di non farlo. La Hutton fu considerata “the fresh American face
of fashion” e la sua carriera di modella continuò anche oltre i 40 anni d’età,
affiancandosi a quella di attrice (al suo attivo, Lauren ha infatti una vasta
filmografia).
MARISA BERENSON
![]() |
| Foto di Bern Stern, 60s. |
Marisa Berenson è nata il 15 Febbraio 1947 a New York
City. Suo padre era il diplomatico americano
Robert Valvrojenski (poi Berenson), ebreo lituano d’origine, mentre la
madre era la contessa Maria Luisa Yvonne Radha de Wendt de Kerlor, meglio
conosciuta come Gogo Schiaparelli (figlia della celebre stilista italiana Elsa
Schiaparelli). Marisa è anche la pronipote di Giovanni Schiaparelli, un
astronomo italiano convinto di aver scoperto i cosiddetti “canali di Marte”. Per
quanto riguarda la sua carriera di modella, iniziata nei primi anni ’60, la
stessa Marisa ha dichiarato al New York Times: “I once was one of the highest
paid models in the world”. Apparve spesso sulle copertine di Vogue e Time,
venne soprannominata “the Queen of the Scene” per le sue frequenti partecipazioni
ai party e “the girl of the Seventies” da Yves Saint Laurent. Prese parte
inoltre al cast di diversi film, tra cui Morte a Venezia di Luchino Visconti e Cabaret
di Bob Fosse e con Liza Minnelli.
PENELOPE TREE
![]() |
| Foto di David Bailey, 60s. |
Nata il 2 Dicembre 1949,
Penelope Tree è stata una celebre modella inglese durante il periodo della
Swinging London. La famiglia si oppose alla sua carriera di modella, tanto da
minacciare di denuncia Diane Arbus, che per prima fotografò Penelope quando
quest’ultima aveva appena 13 anni.
Quando però Penelope Tree partecipò nel 1966 al Black and White Ball di Truman Capote, venne lanciata come icona pop grazie all’abito che
indossava: un modello a tunica con scollo a “V” e profondi spacchi che
arrivavano fin sotto il seno. Quelli di Cecil Beaton e Richard Avedon sono solo
alcuni dei grandi fotografi che desiderarono lavorare con la Tree, facendo di
lei una supermodella. David Bailey la descrisse poi come una versione egiziana
del Grillo Parlante. Fu spesso associata ai Beatles e quando fu chiesto a John
Lennon di indicare tre parole che la rappresentassero, lui rispose: “Hot, hot,
hot, smart, smart, smart!”.
La sua carriera purtroppo ebbe termine nei primi anni '70 a causa delle cicatrici che l'acne le lasciò in viso e dell'arresto per possesso di cocaina del 1972.
SUZY PARKER
![]() |
| Foto di Georges Dambier, 1953. |
Suzy Parker (28 Ottobre
1932 – 3 Maggio 2003) fu una modella e attrice americana attiva dal 1947 fino
agli anni ’60. Il suo vero nome era Cecilia Ann Renee Parker ma al padre,
George, non piaceva, perciò decise di cambiarlo in Susie, fino a che un
fotografo di Vogue Paris non lo modificò definitivamente in Suzy. La sua
carriera di modella – iniziata a 15 anni, quando una sua foto apparve sulla
prestigiosa rivista Life – raggiunse l’apice intorno agli anni ’50, fu la prima
a guadagnare 100.000 dollari all’anno, l’unica a cui i Beatles dedicarono il
titolo di una canzone (benché una canzone unreleased), campeggiò sulle
copertine di oltre 70 importanti riveste mondiali e divenne il volto più
rappresentativo del brand di Coco Chanel. Grazie alla sorella Dorian Leigh, la
Parker ebbe modo di conoscere e stringere amicizia con alcuni dei più celebri
fotografi dell’epoca, tra cui Irving Penn, Horst P. Horst, John Rawlings e un
giovane Richard Avedon, del quale divenne anche musa. Non a caso, all’età di 61
anni, Suzy dichiarò: “The only joy I ever got out of modeling was
working with Dick Avedon”.
TWIGGY
![]() |
| Foto di Bert Stern, 1967. |
Lesley Hornby (19
Settembre 1949) è stata una modella, attrice e cantante inglese, figura di
spicco nella Swinging London insieme a Penelope Tree e Veruschka. Cambiò il suo
cognome in Lawson, ma non fu questo il nome con cui raggiunse il successo. Il
soprannome “Twiggy” le fu suggerito dalla sua costituzione estremamente minuta
e dal nomisnolo che aveva durante l’infanzia (“Twigs”). La sua corporatura, unita
a un’altezza di soli 167cm, al taglio di capelli corto e sbarazzino, ai grandi
occhi con lunghe ciglia finte (lei stessa ha detto: “Back then I was
layering three pairs of false eyelashes over my own and would paint extra
'twigs' on my skin underneath”) e al suo look
androgino, andò a ridefinire completamente il concetto di modella. Twiggy si
ispirò a Jean Shrimpton, della quale fu considerata anche erede. Nel corso
della sua carriera, Lesley Hornby fu nominata “the Face of 1966”, lanciò una
sua linea di abbigliamento, ottenne le copertine di molte delle più importanti
riviste del settore (tra cui Vogue e The Tatler), lavorò con celebri fotografi,
divenne personaggio e vero e proprio fenomeno mediatico. Dopo la fine della sua
carriera da modella, Twiggy ha avuto modo di lavorare anche come attrice, sia
su un palco che sul grande schermo. Inoltre, dal 2005 al 2007, ha ricoperto il
ruolo di giudice nel famoso reality America’s Next Top Model, condotto da Tyra
Banks.
VERUSCHKA
![]() |
| Foto di Richard Avedon, 1967. |
Veruschka von Lehndorff, all’anagrafe Vera Gottliebe Anna Gräfin von Lehndorff-Steinort, è
nata il 14 Marzo 1939 nell’attuale Kaliningrad (Russia) ed è stata una popolare
modella, attrice, cantante e artista durante gli anni ’60. Quando aveva solo 5
anni, suo padre venne incarcerato e giustiziato per aver preso parte ad un complotto
contro Hitler. Alla fine della guerra, la sua famiglia si ritrovò senza casa e
Vera fu costretta a frequentare 13 scuole diverse. All’età di 20 anni fu
scoperta dal fotografo Ugo Mulas e iniziò la carriera di modella. Si trasferì a
Parigi e New York per lavoro, ma non ottenne il successo sperato e si ritrasferì
a Monaco. Partecipò al film Blow-Up di Michelangelo Antonioni, lavorò con
Salvador Dalì e con il fotografo Peter Beard, che la portò in Kenya. Nel suo momento
di massima popolarità riuscì a guadagnare anche dieci mila dollari al giorno,
ma la sua carriera ebbe termine nel 1975 a seguito di una divergenza di
opinioni tra lei e Grace Mirabella, editor-in-chief di Vogue. Veruschka ha
dichiarato a riguardo: “She wanted me to be bourgeois, and I didn't want to be
that. I didn't model for a long time after that”.
1.18.2013
The Cosmic Puppets - Futuristic outerwear
Futuristic outerwear shot by Victor Demarchelier for S Magazine by Shinsegae Department Store.
Model: Sigrid Agren
Stylist: Anthony Unwin
Hair: Teddy Charles
Make-up: Sil Bruinsma
Etichette:
Editorial,
Fashion,
Model,
Photography
1.09.2013
Art through Fashion: Queen of Renaissance (January 2007)
Il Rinascimento, un movimento culturale che si diffonde
in Italia (e successivamente anche in Francia) a partire dal Quattrocento e che
giunge fino al XVII sec., è strettamente legato allo stabilizzarsi delle grandi
monarchie europee, ai trasferimenti e alle vicissitudini interne del papato, al
traumatico crollo dell’Impero Romano d’Oriente, alla nascita delle Signorie
italiane e alla lotta che le contrappose fino ad estinguere le più deboli, alla
forte tendenza al mecenatismo e all’assetto socio-economico raggiunto dalla
penisola italiana negli anni immediatamente precedenti.
Giorgio Vasari è tra i primi a parlare di “Rinascita”, ma
il nome di “Rinascimento” si afferma definitivamente solo nel 1860, in Francia,
per mano dello storico Jules Michelet.
Benché per anni i due termini, Umanesimo e Rinascimento,
siano stati considerati sinonimi, nella seconda metà dell’Ottocento la critica,
capeggiata da Burckhardt, ha ritenuto necessario distinguere tra i due periodi:
il primo è stato inteso come momento filologico e letterario incentrato sugli
studi delle humanae litterae, mentre
il secondo come maggiormente filosofico e scientifico, basato quindi su una più
vasta consapevolezza intellettuale e su un nuovo modo di considerare l’uomo, la
natura e Dio.
Nel Novecento, invece, Burdach ha riavvicinato i due
termini, considerando l’Umanesimo quale la prima parte di un fenomeno più
vasto, appunto il Rinascimento.
La Primavera - Sandro Botticelli
1478 circa. Firenze, Uffizi.
Venere e le tre Grazie offrono doni ad una giovane (dettaglio) - Sandro Botticelli
Ciclo di Villa Lemmi, 1486 circa. Affresco trasferito su tela e conservato al Louvre.In questa fase i luoghi della conoscenza si laicizzano (si intensificano i momenti culturali all’interno delle corti e nascono le prime Accademie) dando vita alle nuove figure del “mecenate” e del “collezionista”, il volgare viene respinto con decisione a favore di un recupero dei modelli classici – più eleganti ma non necessariamente elitari (il latino era infatti l’idioma che permetteva la diffusione delle idee a livello nazionale e internazionale) – e si sviluppano nuove discipline umanistiche quali la Filologia. Si impone inoltre un antropocentrismo assoluto, nel quale si fa strada il concetto dell’homo faber ipsius fortunae e in cui l’autonomia della ragione si afferma in modo imprescindibile.
Gli eventi storici poco sopra accennati, portano l’Italia
a non avere uno, ma numerosi centri di cultura e di propagazione delle conquiste
rinascimentali. Centri che spingono i più grandi artisti dell’epoca non solo a
misurarsi con se stessi e i grandi modelli dell’Antichità, ma anche a cercare
di raggiungere questi ultimi nella grandezza e, se possibile, a superarli. È dunque
un periodo d’oro per le arti figurative, che possono annoverare tra le loro
fila geni del calibro di Leon Battista
Alberti, Brunelleschi, Donatello, Masaccio, i Della Robbia,
Paolo Uccello, Piero della Francesca, il
Verrocchio, Botticelli, Mantegna, Bellini, il Perugino, Leonardo da Vinci, Bramante, Raffaello, Michelangelo e molti altri.
Dama con l'ermellino - Leonardo da Vinci
Olio su tavola. 1488-1490. Esposto al Castello del Wawel di Cracovia.
Per essere definito un ottimo artista non è più
sufficiente la padronanza della propria arte e la conoscenza più o meno
profonda di alcune discipline – come ad esempio il disegno, la misura, ecc. –
ma occorreva addirittura esserne maestri. Per di più in una fase storica in cui
l’artista sta perdendo la patina del mero “artigiano” (confinato alle arti meccaniche) per acquisire la corona
di intellettuale, la quale gli permette di annoverare anche la scultura, la
pittura e l’architettura tra le più nobili arti
liberali.
Proprio a difesa della superiorità della pittura rispetto
alla poesia, Leonardo scrive:
“E potrà dire uno poeta:
io farò una finzione che significa cosa grande; questo medesimo farà il
pittore, come fece Apelle la calunnia […]. Se la poesia s’astende in filosofia morale, è questa in filosofia naturale
; se quella descrive l’operazione della mente, questa considera quella che la
mente opera ne’ movimenti; se quella spaventa i popoli colle infernali
finzioni, questa colle medesime cose in atto fa il simile […] non s’è egli
viste pitture avere tanta conformità colla cosa viva, ch’elli ha ingannato
omini e animali?”
Se il Quattrocento vede il ritorno all’Antico, il
recupero degli ideali e della cultura classica, il Cinquecento assiste invece
all’(auto)proclamazione di Roma a direttrice del buon gusto, sia per le
numerose collezioni presenti nei suoi palazzi, sia per gli studi antiquari, le
lettere e le innovazioni in campo artistico.
L'Annunziata - Antonello da Messina
Olio su tavola. 1475. Galleria Regionale della Sicilia, Palermo.
Ritratto di uomo (forse autoritratto) - Antonello da Messina
Olio su tavola. 1473. National Gallery.
Molte delle atmosfere, delle angolazioni, dei volti e
degli sguardi tipici dei ritratti rinascimentali si ritrovano proprio qui, in
questi meravigliosi scatti di Pierluigi Maco per Vogue China del Gennaio 2007. La protagonista è la poliedrica Vlada Roslyakova, una
delle mie modelle preferite.
I suoi capelli ondulati e fulvi richiamano la
leggiadria e la fresca bellezza delle Grazie nella Primavera di Botticelli, mentre gli abiti evocano gli stessi
delicati dettagli che Leonardo da Vinci soleva inserire nelle raffigurazioni di
figure femminili, come la celebre Dama
con l’ermellino. I primi piani, infine, rimandano ai ritratti densi di chiaroscuro
di Antonello da Messina e alla delicata tecnica delle velature tipica degli
artisti fiamminghi.
Un editoriale memorabile.
Etichette:
Art,
Editorial,
Fashion,
Model,
Photography,
Renaissance,
Vogue
1.07.2013
Fashion Quotes #1
Don’t be into trends. Don’t make fashion own you, but decide what you are, what you want to express by the way you dress and the way you live.
— Gianni Versace
Image: Gianni Versace Adv Campaign by Herb Ritts, 1990.
I will only say now that elegance must be the right combination of distinction, naturalness, care and simplicity. Outside this, believe me, there is no elegance. Only pretension.
— Christian Dior
Image: The "Atout Cœur" dress from the Spring/Summer Haute Couture collection, 1955. Photographer: Patrick Demarchelier.
The dress must not hang on the body but follow its lines. It must accompany its wearer and when a woman smiles the dress must smile with her.
— Madeleine Vionnet
Image: Irene Castle in Vionnet, 1923.
In difficult times fashion is always outrageous.
— Elsa Schiaparelli
Image: The "Apollo of Versailles" cape (1938).
Hair style is the final tip-off wheter or not a woman really knows herself.
— Hubert de Givenchy
Image: Audrey Hepburn wearing a Givenchy hat, 1964.
Iscriviti a:
Post (Atom)
















+%E2%80%93+The+Great+Pretender+by+Steven+Meisel+-+Copia.jpg)
+%E2%80%93+The+Great+Pretender+by+Steven+Meisel.jpg)
+%E2%80%93+The+Great+Pretender+by+Steven+Meisel.jpg)
+%E2%80%93+The+Great+Pretender+by+Steven+Meisel.jpg)
+%E2%80%93+The+Great+Pretender+by+Steven+Meisel.jpg)
+%E2%80%93+The+Great+Pretender+by+Steven+Meisel.jpg)
+%E2%80%93+The+Great+Pretender+by+Steven+Meisel.jpg)
+%E2%80%93+The+Great+Pretender+by+Steven+Meisel.jpg)
























