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4.29.2014

The mid-season outfit


Spring has sprung, but the weather is likely to remain unseasonably cold, so this is my idea of the perfect mid-season outfit: a long sleeved dress with leather-look full skirt (Zara TRF), shoe booties in a bright spring colour (from Asos; you can read more about them HERE) and a light moto jacket in cotton (from Alice's Pig). Few details to complete the look: floral necklace (Zara) matching to the jacket, Prada 'Baroque' sunglasses, square bag (Fornarina) and nude nail polish.


Thanks to Francesca, my lovely model ♥


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Photos taken in Corso Vannucci, Perugia.

4.16.2014

Strolling



ENG – I always liked Baker Boy hats and just few months ago I found the perfect one at the annual fair called “la Fiera dei Morti” (which literally means “the Deads’ Fair”). The Baker Boy hat was brought to susses by Marlon Brando (who wore it in “The Wild One”) and, nowadays, it became one of the most popular hats. Many celebrities and fashion icons wore it: Blake Lively, Kate Moss, Kylie Minogue and Emma Watson, among the others. In these photos I wanted to interpret the Baker Boy in my own way: a strong look but yet very feminine. I asked Francesca, a lovely friend of mine, to be my model and she agreed, posing in front of my lens in the city centre of Perugia.

IT  Ho sempre amato i cappelli da garzone o stile ferroviere (in inglese sono i cosiddetti cappelli “Baker Boy”) e, pochi mesi fa, alla Fiera dei Morti (potete leggere la storia di questa manifestazione QUI e guardare foto dell'edizione 2013 QUI) ho finalmente trovato quello perfetto! Questo tipo di cappello fu portato al successo da Marlon Brando, che lo indossava nel film Il Selvaggio”; oggi il “Baker Boy” si è diffuso a macchia d'olio, divenendo un must have sfoggiato da molte celebrity e fashion icon, tra le quali Blake Lively, Kate Moss, Kylie Minogue ed Emma Watson. In queste foto volevo proporre la mia interpretazione, con un look strong e al tempo stesso femminile, del cappello da ferroviere. Ho chiesto a Francesca, un'amica di vecchia data davvero carina, di farmi da modella e lei ha accettato, posando con grande naturalezza in pieno centro di Perugia.


Francesca was wearing:

Baker boy hat: Stetson || Sunglasses: Asos || Jacket: Alice's Pig || Shirt: NaraCamicie || Skirt: Zara || Shoes: Asos || Bag: Love Moschino.


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1.27.2014

Primavera in Magna Grecia


A six page editorial published on W Korea and featuring Dolce&Gabbana Spring 2014 new collection.

12.21.2013

ArtEarti - Artigianato in mostra a Montepulciano


Arte e artigianato in ogni loro declinazione. Ecco cosa aspettarsi dalla straordinaria Mostra Mercato dell’Artigianato che si tiene dal 15 Dicembre 2013 al 6 Gennaio 2014 nella Fortezza di Montepulciano (SI). Mercatini e fiere natalizie, si sa, sono una caratteristica tipica di gran parte delle città italiane, ma quello che rende davvero imperdibile la Mostra di Montepulciano è lo straordinario gusto e l’inesauribile ricerca dell’originalità, del colore, della bellezza e, perché no, anche della stravaganza. Esemplari unici, collezioni in edizione limitata, creazioni di grande qualità e singolari nel loro genere riempiono le sale della Fortezza, offrendo una vasta gamma di opzioni per abbellire la propria casa, per doni dell’ultimo minuto o per graziosi auto-regali. I materiali impiegati sono i più diversi: ceramica, vetro, canapa, lana, rame, legno, vimini, gesso, pietra, pizzi antichi, cristalli e molti altri. Nelle foto che ho scattato potrete vedere una selezione dei prodotti che mi hanno colpita di più e, ovviamente, le nuove e meravigliose idee di Serena – mente creativa de Il Pizzo Cotto – arrivate, con lei, direttamente dalla Germania.


Grazie a Giulia, la mia amica e fantastica compagna di viaggio. E grazie anche a Serena e a tutti i suoi magnifici parenti, che ci hanno accolte e ospitate per pranzo come se fossimo anche noi parte della famiglia.

11.04.2013

The dark side of the moon




Same dress, different look. For this outfit I used the “Urban Nightmare” dress featured in my last post (HERE) but I completely changed the styling and the make-up. This time I wanted it to be less cute and something more like a dark version of the 70s. Which one do you like the most?


Faux fur gilet: SusyMix || "Urban Nightmare" dress: thanks to Alice's Pig || Socks: H&M || Ankle boots: Elena Iachi || Hat: Souvenir Clubbing.


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11.03.2013

La Fiera dei Morti 2013


Nuovo anno, nuova Fiera, stessa tradizione.

Per saperne di più riguardo alla storia di questa manifestazione di origine medievale, vi rimando al post dell'anno scorso (che trovate QUI). Per scoprire invece i colori, i sapori, i prodotti tradizionali, le idee regalo e le novità dell'edizione 2013, vi lascio alle foto di questo post! Infine, se voleste vedere altre foto ancora della Fiera, potete scorrere quelle pubblicate sul mio profilo Instagram.



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10.17.2013

I never read, I just look at pictures — Andy Warhol


Non leggo mai, guardo solo le figure — Andy Warhol

Aforisma d'effetto, specchio di una società fortemente consumistica e non solo: questa citazione è infatti anche il titolo scelto per la straordinaria mostra dedicata ad Andy WarholLe opere, appartenenti alla collezione privata Rosini Gutman e prevalentemente datate agli anni '70 e '80 del Novecento, sono esposte alla Pinacoteca Comunale di Città di Castello dal 30 Agosto. Le sale adibite sono solo cinque, ma la densità di opere presenti è molto elevata: sono affiancate, sovrapposte, o persino incatenate le une alle altre (come nella dark room, allestita in modo da richiamare la formazione e la produzione musicale di Warhol). Nulla è lasciato al caso e i curatori della mostra sono pronti in qualsiasi momento a fornire spiegazioni o chiarimenti.

Nel pieno rispetto della massima da me poco fa citata, lascerò che siano le foto a parlare e ad attrarre l'attenzione. Mi dispiace solo non poter aggiungere anche immagini delle opere esposte nella Pinacoteca, all'interno della quale non era consentito scattare foto. Se voleste comunque saperne di più, QUESTO è il link al sito ufficiale del Comune di Città di Castello.


La chiusura della mostra è stata posticipata dal 27 Ottobre al 6 Novembre grazie a un notevole riscontro positivo.



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10.01.2013

Postcards from Paradise #3

Capoliveri, Isola d'Elba.
I was wearing: Stradivarius denim dress || H&M bag || Silver skull ring || Muchomas blue ring || Greisy sandals.

8.13.2013

Insta_photodiary #1


Un breve diario fotografico con alcune delle immagine che preferisco tra quelle postate su instagram nei giorni passati. 





11.02.2012

La Fiera dei Morti 2012


La “Fiera dei Morti” di Perugia è una manifestazione popolare nata in epoca medioevale e di cui si conservano testimonianze scritte fin dal 1260, quando ancora il suo nome era “Fiera di Ognissanti”. Solo a partire dal Seicento venne chiamata “dei defunti” e, nell’Ottocento, acquisì la denominazione attuale.
Inizialmente prevedeva giochi di antica tradizione come la caccia al toro, la corsa del’anello, attività circensi, la corsa del palio o la quintana. Ma col passare del tempo la natura ludica andò quasi completamente esaurendosi (tanto che oggi se ne conserva traccia solo nei “Baracconi”, ovvero nel luna park che si installa quasi contemporaneamente alla Fiera e nell’area adiacente), lasciando spazio ad una vena più prettamente commerciale. Man mano che il successo dell’evento aumentava e la domanda commerciale cresceva, l’offerta pensò bene di orientare la scelta dei prodotti verso quelli tipici regionali (non solo umbri, ma anche di zone limitrofe come la Toscana e le Marche), rari e di provenienza non solo locale (tanto che quest’anno sono ben sei le città gemelle: Aix en Provence, Bratislava, Potsdam, Grand Rapids, Seattle e Tubingen).
Ancora oggi la “Fiera dei Morti” attrae buona parte della popolazione umbra (è difficile che un perugino non faccia almeno un salto veloce alla Fiera e non acquisti qualcosa) perché è vista e tenuta in grande considerazione come tradizione di famiglia; inoltre ha sviluppato una notevole rilevanza turistica, entrando a pieno di diritto nel calendario delle grandi manifestazioni della città.
Come è chiaro da questa breve premessa, la “Fiera dei Morti”  è anche per me una tradizione immancabile e proprio stamattina ho deciso di passarci un paio di ore (piccolo consiglio: se volete andarci, che NON vi venga in mente di farlo dalle 11 in poi! Trovare un parcheggio a quell’ora è un’impresa talmente impossibile che neanche Tom Cruise potrebbe farcela. Per di più, non riuscireste nemmeno a camminare tra le varie file e traverse, ma verreste lentamente trascinati da una fiumana di persone).
Rispetto a quella dell’anno scorso (eh, lo ammetto… alla Fiera del 2011 avevo comprato qualcosa giusto per tradizione, appunto) ho trovato proposte molto più interessanti, colorate e accattivanti, perciò fermarsi ai vari banchi era un piacere (per non parlare, poi, di quelli che vendevano profumatissimi prodotti alimentari, tipici e non). Per certi aspetti, la Fiera di quest’anno mi ha ricordato la vivacità dei mercati di fiori austriaci, le vie invernali delle città italiane pervase dal profumo di caldarroste, le atmosfere della periferia ungherese, i profumi di lavanda e mughetto tipici delle case delle nonne, i colori di paesaggi fantastici e onirici un po’ alla Willy Wonka e la Fabbrica di cioccolato, gli ambienti di montagna resi accoglienti dal calore del legno lavorato a mano e molto altro. Insomma, una bella esperienza da vivere con le persone care e che consiglio vivamente a chiunque non ci sia mai stato.
E, per darvi un assaggio di ciò che potreste trovare, ecco alcuni scatti colorati e senza pretesi fatti stamattina.


8.03.2012

Giacomo Leopardi - L'infinito

Sempre caro mi fu quest'ermo colle,
e questa siepe, che da tanta parte
dell'ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
spazi di là da quella, e sovrumani
silenzi, e profondissima quïete
io nel pensier mi fingo
[1], ove per poco
il cor non si spaura. E come il vento
odo stormir tra queste piante, io quello
infinito silenzio a questa voce
vo comparando: e mi sovvien l'eterno,
e le morte stagioni, e la presente
e viva, e il suon di lei. Così tra questa
immensità s'annega il pensier mio:
e il naufragar m'è dolce in questo mare.

Un manoscritto autografo di Leopardi.



Composto a Recanati nel 1819, L’infinito è il primo degli idilli, e forse il più conosciuto e celebrato dei Canti[2].
In esso, Leopardi rompe con la tradizione stilistica precedente: questo componimento è un “piccolo idillio”, genere che prima non esisteva, per di più, egli scrive in endecasillabi sciolti, ovvero infrange il rapporto tra metro e sintassi creando un problema di lettura e/o recitazione.
Ma il problema di quando si innova un genere è che questo è un fatto cruciale: prima c’era un metro che garantiva la “patente di poeta” all’autore e quella di “poesia” al testo scritto, ma nel momento in cui questa tradizione viene infranta, chi garantisce che l’autore sta scrivendo una poesia?

7.18.2012

Giuseppe Ungaretti - In memoria

Giuseppe Ungaretti (a destra) nel 1918, dentro una trincea.
            Si chiamava
Moammed Sceab

            Discendente
di emiri di nomadi
suicida
perché non aveva più
Patria

              Amò la Francia
e mutò nome

            Fu Marcel
ma non era Francese
e non sapeva più
vivere
nella tenda dei suoi
dove si ascoltava la cantilena
del Corano
gustando un caffè

              E non sapeva
sciogliere
il canto
del suo abbandono

            L’ho accompagnato
insieme alla padrona dell’albergo
dove abitavamo
a Parigi
dal numero 5 della rue des Carmes
appassito vicolo in discesa

      Riposa
nel camposanto d’Ivry
sobborgo che pare
sempre
in una giornata
di una decomposta fiera

               E forse io solo
so ancora
che visse

Locvizza il 30 settembre 1916 [1]


La poesia ricorda Moammed Sceab, l’amico libanese di Ungaretti, conosciuto ad Alessandria d’Egitto e con cui il poeta fin da subito instaurò un intenso sodalizio personale, fatto soprattutto di discussioni politiche e letterarie. Come scrive lo stesso Ungaretti: “Era un ragazzo dalle idee chiare e prediligeva Baudelaire. L’altro suo autore era Nietzsche, che lo aveva addirittura soggiogato; io rimanevo fedele a Mallarmé e Leopardi”. Nel 1912 si trasferirono entrambi a Parigi, dove condivisero la difficile condizione dell’emigrato in terra straniera. Moammed si suicida nell’estate del 1913 e questa lirica ne celebra la memoria (come lo stesso titolo sta ad indicare). Riferimenti all’amico compaiono anche in altri testi ungarettiani legati alle varie fasi dell’Allegria, come in Chiaroscuro: “Mi è venuto a ritrovare / il mio compagno arabo / che s’è ucciso l’altra sera”; e nella poesia scritta in francese Roman Cinéma, dove Sceab viene descritto come un re che non poté sopravvivere in Occidente. La poesia In memoria apriva il Porto sepolto fin dall’edizione del 1916, dove fungeva da dedica premessa al volume. Con alcune varianti (intese soprattutto ad accentuare lo stile epigrafico e funerario) passò nella raccolta maggiore a partire dall’edizione del 1919. Qui, all’interno della sezione Il porto sepolto, la poesia In memoria è in rapporto di parallelismo con il testo conclusivo, intitolato Poesia, ugualmente indirizzato ad un amico del poeta, Ettore Serra.




7.16.2012

Eugenio Montale - Upupa, ilare uccello calunniato


Upupa, ilare uccello calunniato (poesia di cui non rimane traccia nei manoscritti ma che, pur essendo senza data, può essere fatta risalire al 1924 a causa delle assonanze che la legano a Quasi una fantasia) fa parte della raccolta montaliana – dal forte impianto romanzesco – intitolata Ossi di seppia[1].
Questo volume narra, più o meno sistematicamente, le vicende di un io lirico che, dopo aver assaporato il miracolo (da intendere laicamente come il momento in cui le leggi di natura, interrompendosi, si fanno veicolo di un’accorata ricerca da parte dell’uomo, il quale desidera conoscere la causa, il senso e il fine assoluti della sua nascita e della sua vita) nei Limoni[2], cerca di riviverlo e, per questo, ambisce a farsi ciottolo del mare, ovvero desidera abbandonare ogni traccia d’identità personale per lasciarsi inglobare in un’entità più grande e assoluta.
Tuttavia questo io lirico, collezionando una serie di fallimenti (sempre maggiori) e di ineluttabili[3] ricadute nell’illusione, giungerà infine ad assumere un volto, una veste e un nome: quello di Arsenio[4]. Un’identità definita che, tuttavia, non gli impedirà di continuare a sperare – benché ora sia pienamente cosciente della sua irrealizzabilità – nel miracolo.
Ed è proprio nell’economia di questa trama (specificamente, nel momento in cui ormai il concetto di miracolo sembra essere stato del tutto rimosso) che si inserisce Upupa, ilare uccello calunniato, che, secondo l’interpretazione di T. Arvigo, dovrebbe essere considerata come un’icona attraverso la quale entra in gioco il meccanismo del “tempo sospeso”, che rappresenta la libertà del volere, la personificazione di quel misterioso stato di grazia che, secondo Schopenhauer, fa sì che finalmente – seppure per un attimo – la ruota di Issione si arresti. Icona che, peraltro, precede Sul muro grafito, la lirica che, presentando un’immagine di serenità nel presente e di speranza nel futuro, chiude l’eponima seconda sezione di Ossi di seppia.

TESTO

Upupa[5], ilare uccello calunniato
dai poeti, che roti la tua cresta
sopra l'aereo stollo del pollaio
e come un finto gallo giri al vento;
nunzio primaverile
[6], upupa, come
per te il tempo s'arresta,
non muore più il Febbraio,
come tutto di fuori si protende
al muover del tuo capo,
aligero folletto, e tu lo ignori
.



1.05.2012

Get this blog started! - Ogni riccio un capriccio!

Ogni riccio un capriccio” is an Italian saying and it’s referred to curly-headed people: we (yes, I’ve curly hair too) are supposed to have one whim for each curl (even though the link between whims and curls has never been scientifically proven)… That’s why I choose it for the blog’s title: I would like to talk about everything I like, without a specific topic to follow. Actually, there is still going to be a sort of common thread: the Art.
Since I've varied interests, one thing that attracts me the most is the Art of Fashion: not just fashion garments made by famous designers (everybody knows that many of them can create not only clothes, but also sculptural works of art) but also its craftsmanship dimension (that lot of people don’t know or don’t care about). I mean, I really appreciate the work of those who model and craft leather or other materials to create unique pieces without industrial technique and I would like to give prominence to them!
The Art of Good Food (and good restaurants): eating is a tradition or a way of life for Italian people - they are obsessed with food! I live in Umbria (called “Italy’s green heart”), where people worship good cuisine and trust me when I say I’m obsessed with meat, pasta, chocolate and cakes! ;)
Figurative Arts: they always fascinated me and being for 5 years what we call a “Cicerone” (a sort of unpaid tourist guide) helped me a lot to develop my love for Arts!
The Art of Literature, both prose work and poetry.
Make-up Art (I’m still not that skilled yet, but I’m improving myself), Nail Art, the Art of Music, the Art of Photography and every other kind of Art.
Hope you enjoy!
(And excuse me if there are some mistakes! I do love English language but I’m still not that good at it, therefore I welcome any advice that you can give me!)
Virna
Immagine: Versace Atelier 2010

Traduzione:
Ogni riccio un capriccio”.
Ho scelto questo modo di dire come titolo per il blog non solo perché effettivamente i miei capelli sono ricci, ma anche perché non volevo fossilizzarmi solo su uno specifico argomento o un’unica tipologia di blog: preferisco spaziare, parlando di tutto ciò che mi piace. A dire il vero, però, ci sarà comunque una specie di filo rosso che cercherà di legare i miei post: l’Arte.
Tra i vari interessi che ho, una delle cose che più di tutte mi attrae è l’Arte della Moda: non solo quella dei grandi stilisti, capaci di creare abiti così scultorei ed evocativi da essere definiti di diritto vere e proprie opere d’arte, ma anche la moda artigianale, spesso sconosciuta o trascurata. Apprezzo infatti molto chi, al giorno d’oggi, modella e realizza a mano oggetti unici, senza ricorrere a tecniche industriali.
L’Arte del buon Cibo (e dei buoni ristoranti): mangiare per gli italiani è una tradizione, se non proprio un modo di vivere – sono fissati col cibo! Io abito in Umbria (il “cuore verde” dell’Italia), dove al cibo è riservato un vero e proprio culto, quindi credetemi quando dico che sono letteralmente ossessionata da carne, pasta, cioccolato e torte di qualsivoglia genere! ;)
Le Arti figurative, poi, mi hanno sempre affascinata e aver fatto da Cicerone per 5 anni mi ha aiutato molto a far crescere questa mia passione.
L’Arte della Letteratura, sia in prosa che in poesia.
L’Arte del Make-up (nella quale devo ancora migliorare), la Nail Art, l’Arte della Musica, l’Arte della Fotografia e ogni altro genere di Arte!
Buona lettura!

Virna

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